Mentor e astrologa, ma prima ancora donna che ha dovuto disfare molto prima di poter ricominciare a costruire.
Non ho iniziato questo lavoro perché un giorno mi sono svegliata illuminata.
L’ho iniziato perché, a un certo punto, la vita che sembrava “giusta” agli occhi degli altri non lo era più per me.
Avevo studiato tanto: una laurea in Mediazione Linguistica, un MBA, un percorso per startup in Bocconi. Avevo lavorato nella produzione teatrale: viaggi, contratti, tournée.
Fuori, tutto filava liscio. Dentro, ogni mattina mi svegliavo con l’ansia addosso.
Non era la fatica, ma la sensazione di vivere una vita che non mi assomigliava più.
Continuavo a correre, a produrre, a incastrare, convinta che bastasse un progetto stimolante in più per ritrovare entusiasmo.
Invece cresceva una voce che mi diceva: “Così non regge. Non puoi farlo ancora a lungo.”
Nel 2020, quando tutto si è fermato fuori, si è fermato anche dentro di me.
E ho cominciato ad ascoltarmi.

Per costruire una vita che mi assomigliava davvero ho dovuto lasciare andare molto più di quanto immaginassi.
L’idea che valessi solo con un contratto fisso.
La convinzione che lavorare tanto fosse uguale a lavorare bene.
La paura di non essere all’altezza senza riconoscimenti esterni.
Il modello della donna performante, sempre efficiente e in controllo.
E soprattutto, ho fatto pace con l’idea di non avere più un capo che mi dicesse “brava”.
Ho capito che il lavoro non doveva più essere una prigione da sopportare, ma una forma concerta di liberazione.
Cosa ho scelto di integrare
Tra intuizioni e paure, tra idee nuove e momenti di smarrimento, ho ripreso in mano il mio tema natale, i tarocchi che usavo da ragazzina, ho studiato le rune, osservato le fasi lunari, e sentito il linguaggio sottile del corpo e dell’ambiente con la Naturopatia e il Coaching.
Ho intrecciato tutto questo con ciò che avevo imparato nel mondo del business e della comunicazione, aggiornandolo e rendendolo finalmente mio.
È stato un periodo fertile e confuso, ma straordinariamente generativo.
Da lì ho imparato soprattutto una cosa: a celebrare me stessa, i miei successi, i miei ritmi.
Non più per dimostrare qualcosa agli altri, ma per tornare a sentirmi al centro della mia vita.
Nel 2024 ho lasciato il lavoro part-time che mi “dava sicurezza” e ho scelto me stessa.
Non perché fosse tutto chiaro, ma perché avevo capito che l’attesa di un “quando sarà tutto pronto” è un’illusione che ci blocca.
Oggi vivo in mezzo ai boschi, in una casa che profuma di legna e silenzio.
Lavoro online, rispettando i miei ritmi.
E da quando ho ricevuto la diagnosi di ADHD, ho imparato che non ero sbagliata: funziono semplicemente in un altro modo.
Non sono qui per diventare più normale. Sono qui per diventare più vera.
Ti aiuto a mettere ordine quando il casino sembra troppo.
A ripartire da te stessa, a rimettere al centro i tuoi talenti e la tua voce.
Non ti porto a costruire per forza un business:
a volte la vera rivoluzione è imparare a vivere meglio la tua vita, senza più sentirti fuori posto.
Parto dall’astrologia evolutiva, unisco archetipi, rune, fasi lunari e strumenti concreti di mentoring: routine sostenibili, confini chiari, piccoli gesti che cambiano tutto.
Se un giorno questo diventerà anche un progetto o un lavoro, lo deciderai tu.
Il primo passo è sempre lo stesso: tornare a casa, dentro di te.
Non si tratta di diventare qualcun’altra, ma di tornare a te stessa. Il lavoro su di sé non è una corsa all’efficienza: è imparare a celebrarti, a dire dei no, a scegliere senza dover chiedere il permesso.
Non credo nei percorsi lampo né nei mantra facili. Credo nei processi veri, nelle scelte imperfette, nei passi piccoli che trasformano davvero.
Il mio compito non è aggiustarti, ma accompagnarti a fare ordine.
Stanza dopo stanza, togliendo ciò che non ti somiglia più, fino a quando ritrovi lo spazio per respirare e dire:
“Adesso posso ricominciare, a modo mio.”
Credo che ogni donna abbia il diritto di smettere di adattarsi.
Credo che la confusione non sia una colpa, ma un varco.
Credo che il “non so più chi sono” non sia un fallimento, ma l’inizio di un ritorno a sé.
Credo che ogni donna meriti di sentirsi a casa nella propria vita, prima ancora che in un ruolo o in un lavoro.
Credo che non ci sia bisogno di diventare qualcun’altra: c’è bisogno di tornare a se stesse.
Credo che l’astrologia non serva per incasellarti, ma per liberarti.
Credo che non servano salti quantici, ma scelte vere — anche piccole, anche imperfette.
Credo che ogni nuova fase cominci da uno spazio vuoto, da una stanza che finalmente decidi di aprire.
Credo che il primo passo non sia “fare di più”, ma scegliere da dove ricominciare.
Se leggendo queste parole ti sei riconosciuta, sappi che non sei sola.
Qui puoi iniziare da dove sei. Il resto lo troviamo strada facendo.
Domiziana Salimbeni
Astrologia e Mentoring per Anime Incasinate
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